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Il dito nella piaga.
Le linee guida internazionali nella gestione clinica del piede diabetico
10 e 11 settembre 2008 presso la tenuta “Il Ciocco” di Castelvecchio Pascoli (Lu).
Tags: linee guida, piede diabetico
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Ciao Gianfranco…
Un saluto ad un personaggio scomodo…
…Se n’è andato in mattinata del 12/07, in punta di piedi: senza far confusione e creare troppi problemi. Gianfranco Funari, cabarettista e showman televisivo, è morto sabato mattina nell’ospedale San Raffaele di Milano, dove era ricoverato da 5 mesi per gravissimi problemi cardiaci e polmonari. Aveva 76 anni.
LA STORIA - Fu Aboccaperta, la trasmissione del 1984 su su Raidue, a dargli la grande popolarità. Nato a Roma nel 1932, aveva debuttato nel 1967 al Derby di Milano; è del 1980 la sua prima apparizione come conduttore televisivo, con il programma Torti in faccia, di cui era anche autore. Verranno poi, in un crescendo di popolarità che ne fa uno degli animali da tv più apprezzati e controversi, Mezzogiorno sempre su Raidue (1987-90) e, poi con Mediaset, Mezzogiorno italiano su Italia 1 (1991).
LA POLEMICA CON BERLUSCONI - Allontanato dal gruppo Fininvest per una polemica con Berlusconi, escogitò una soluzione inedita: la trasmissione Zonafranca, che andava in onda su 75 emittenti locali. Nel 1993-94 tornò a Retequattro per presentare Funari news, Punto di svolta e L’originale.
L’EDICOLA - Dopo una breve e sfortunata parentesi come direttore del quotidiano L’Indipendente e il fallimento delle trattative con Rai e network privati, si ritirò su Odeon Tv per presentare L’edicola di Funari e Funari live. Nel ‘96 tornò a Raidue come conduttore del contrastato Napoli Capitale. Con la chiusura del talk show politico, Funari iniziò un lungo periodo di lontananza dal piccolo schermo fino al 2000, quando gli viene affidata su Canale 5 A tu per tu. Non ha molto successo e torna su Antenna 3 e Odeon tv. Nel 2005 subisce un delicato intervento al cuore, ma non demorde. Tenta nuove trasmissioni, ma non decollano e fa l’ospite fisso da Mentana, Bonolis e Chiambretti dove dimostra, nonostante il tempo passato, di essere sempre l’autore di una comunicativa che non passa attraverso l’eloquio ma la mimica corporea. Nel 2007 l’ultima avventura tv, l’Apocalipse Show sui temi ambientalisti: avrebbe dovuto rivoluzionare il sabato sera di Raiuno e invece si rivelò un grande flop.
Tratto da: www.corrieredellasera.it
Tags: funari
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Tremonti: ecco come aiuterà i più deboli con il piano sulla Sanità

Ticket sanitari anche a carico delle categorie ora esenti: anziani con patologie invalidanti, malati oncologici, a prescindere dal reddito. Riduzione dei posti letto ospedalieri, oggi il rapporto ottimale è di 4,5 per mille residenti. Taglio del personale sanitario, medici, infermieri e tecnici, per raggiungere il pareggio del bilancio. La voce sanità, nel maxiemendamento al decreto della manovra economica presentato dal governo, ha mandato su tutte le furie i governatori delle Regioni. Anche il lombardo Roberto Formigoni ha lanciato un messaggio di fuoco a Berlusconi e Tremonti: “I tagli, in particolare sulla sanità, sono insostenibili, abbiamo chiesto un incontro urgente al governo, perché ci hanno assicurato che non procederanno a decisioni unilaterali. Vedremo cosa succederà”.
Perché le Regioni si sono schierate compatte contro il piano Tremonti? Il Patto per la Salute firmato con il governo Prodi, proposto dall’allora ministro Livia Turco e dal responsabile dell’Economia Padoa-Schioppa, prevedeva un incremento del Fondo sanitario nazionale del 3% dal 2008 al 2011, passando da 99 miliardi euro a 108 miliardi e 500 milioni. L’accordo prevedeva somme aggiuntive per il rinnovo del contratto dei medici e paramedici e per la copertura dei ticket sulle ricette per la specialistica e gli esami diagnostici. Più di tre miliardi di euro per evitare i ticket e 1.800 per i contratti.
Il piano prevede ora una manovra soft per il 2008. Ma dal 2009 cominceranno i guai. L’incremento del Fondo sanitario nazionale viene in pratica dimezzato, niente soldi per il rinnovo dei contratti della sanità, e i ticket per le visite specialistiche saranno problemi esclusivi delle Regioni. Il tutto senza tenere conto dell’incremento demografico: più di 400 mila ogni anno dovuto all’arrivo degli immigrati. Alla fine della storia il taglio sarà di quasi sette miliardi di euro. La sanità italiana, oltretutto, marcia a diverse velocità.
Alcune Regioni hanno lavorato per tempo razionalizzando il sistema ospedaliero, trasferendo l’assistenza nel territorio, ma ci sono voluti anni per spiegare ai cittadini, non senza frizioni e contestazioni che sarebbe stato meglio così. “La Toscana ha iniziato questo lavoro una decina d’anni fa - afferma l’assessore alla Sanità Enrico Rossi, coordinatore nazionale della Conferenza delle Regioni - è stato faticoso ma siamo riusciti a raggiungere gli obiettivi. Con questa manovra demenziale, se passerà, dovremo rivedere la convenzione con i medici di famiglia, o ridurre la prevenzione oncologica, oppure l’assistenza psichiatrica. L’offerta di Tremonti, per coprire il ticket sulla specialistica, è ridicola: ci dice noi vi diamo quest’anno 50 milioni di euro su 834, voi coprite il resto tagliando del 30% gli stipendi dei direttori generali delle Asl, direttori sanitari e dirigenti regionali. Così le Regioni metterebbero insieme una decina di milioni di euro”.
Come se non bastasse c’è il problema delle Regioni che hanno accumulato un deficit mostruoso nel corso degli anni. Con il governo Prodi era stato concordato un doloroso piano di rientro. In testa Lazio e Sicilia, seguite da Campania, Calabria e Molise. Per loro il problema è doppio: tagliare per rientrare dal debito pregresso e tagliare di nuovo per il ridimensionamento del Fondo sanitario. Massimo Russo, assessore alla Sanità della Sicilia, non ha perso le speranze: “È chiaro che il sistema rischia il collasso, ma spero che i conti possano tornare in equilibrio, tagliando 2 mila posti letto negli ospedali pubblici e 435 nelle cliniche private - afferma - riducendo i laboratori privati convenzionati”.
Tratto da:www.pibua.net www.repubblica.it
Tags: salute, sanità, tagli, ticket
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Canada, si sveglia dopo l’ictus e parla un dialetto che non conosce
TORONTO - Due anni fa Rosemary Dore, 52 anni, canadese di Windsor ha avuto un ictus. Al risveglio la sorpresa: riesce perfettamente a parlare - ed in parte a muoversi - ma con un accento e con espressioni che non ha mai conosciuto.
La donna, canadese di Windsor, sud dell’Ontario, non è mai stata nella provincia canadese di Terranova. Eppure ora riesce ad esprimersi solo con quell’accento, quello della costa Atlantica, dove nè lei, nè nessun membro della sua famiglia, sono mai stati. Il caso di Rosemary Dore è stato segnalato dal Canadian Journal of Neurological Sciences.
Invece di dire “that” e “this” Rose riesce a pronunciare “dat” e “diss”, e invece di “dog” (cane) dice “doog”. Secondo i medici, il caso di Rose sarebbe il primo in Canada. In tutto il mondo rarissimi i casi di persone che hanno sofferto di questa particolare sindrome neurologica, detta “dell’accento straniero”.
In un’intervista , Dore, che ora vive a Windsor, Ontario, ha detto che si sente fortunata, indipendentemente dal suo nuovo accento.
Ci sono 50.000 ictus in Canada ogni anno, ma il caso di Dore è il primo con la “sindrome dell’accento straniero”. Ci sono solo 20 altri noti casi confermati di in tutto il mondo,come quello di una donna nel Regno
Unitoche si è risvegliata con un accento giamaicano.
Per ora non si sa se Dore parlerà per sempre con l’accento di Terranova. “Il tempo lo dirà”, ha detto il medico, Alexandre Sevigny. “A volte si perde attraverso la riabilitazione, e altre volte no.”
Tratto da: www.republica.it
Tags: ictus, riabilitazione
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AFRICA, DOVE LE ERBE SONO L’UNICO FARMACO…
Tags: africa, erbe, farmaci
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Grande caldo, piccoli trucchi e consigli

Arriva finalmente l’estate e scoppia l’allarme caldo. L’Unione Nazionale Consumatori, come ogni anno, ha stilato un elenco di consigli utili per convivere col grande caldo, soprattutto nelle grandi città.
Si parte dall’ abbigliamento, che deve essere leggero e puntare su capi in cotone, lino e canapa. Se si hanno climatizzatori la temperatura dell’ambiente va regolata con una differenza di non più di 6/7 gradi rispetto all’esterno, se si usano invece i classici ventilatori per far circolare l’aria, non rivolgerli direttamente sul corpo.
Evitare possibilmente passeggiate durante le ore più calde della giornata, e se si avverte un senso di debolezza e vertigini è utile sdraiarsi con i piedi sollevati. Un altro buon consiglio è quello di fare bagni o docce con acqua tiepida per abbassare la temperatura corporea.
Riguardo l’alimentazione l’Unione Nazionale Consumatori consiglia quattro o cinque pasti giornalieri di piccola quantità: insalatone miste, moderatamente condite, che forniscono importanti principi nutritivi, ma vanno bene anche pane, pasta, riso, formaggi freschi e frutta a volontà come pesche e albicocche, che aiutano a rilassare l’organismo.
Al bando invece gli alimenti conditi con molto sale e pepe, come pure gli alimenti in scatola e le patatine in sacchetto. E poi bisogna ricordarsi di bere molto, 10-15 bicchieri di acqua al giorno anche se non si ha sete, oltre a spremute e succhi di frutta. E’ preferibile evitare le bevande alcoliche ed attenzione anche al caffè che non aiuta il riposo notturno.
Tratto da: www.agoramagazine.it
Tags: consigli utili, grande caldo, sole
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